Rigettato ricorso contro Daria Gigliotti e Luigi Riccelli

Sorbo san Basile, Venerdì 20 Aprile 2018 - 15:14 di Redazione

Depositata in data odierna la sentenza del Tribunale di Catanzaro, Prima sezione Civile, in forma collegiale (Romano, Vincelli, Galati) con la quale è stato rigettato il ricorso promosso dal Ministro dell’interno contro Daria Gigliotti e Luigi Riccelli, rispettivamente assessore e Sindaco del Comune di Sorbo San Basile. La vicenda infatti scaturiva a seguito dell’assassinio dell’imprenditore presilano Santo Gigliotti avvenuto il 18 luglio 2016 e dal presunto legame che questi aveva con la malavita organizzata  e per la presenza della propria figlia nell’esecutivo dell’Ente presilano e dunque ipotizzando condizionamenti nella gestione della macchina comunale. Questa tesi sostenuta dalla Commissione di accesso e dal Ministero aveva portato come effetto lo scioglimento per mafia del Comune di Sorbo San Basile avvenuto a seguito, appunto, dell’accesso antimafia effettuato dalla Prefettura di Catanzaro su ordine del Ministero dell’Interno sulla base di elementi che avevano portato ad ipotizzare condizionamenti da parte della ‘ndrangheta. Oggi il Tribunale di Catanzaro sconfessa completamente la tesi della Prefettura di Catanzaro e del Ministero confermando non solo la totale estraneità ai fatti contestati dell’assessore Daria Gigliotti ma anche dell’intera famiglia, che allorquando coinvolti in processi per associazione a delinquere di stampo mafioso sono stati sempre assolti con formula piena. Addirittura, si legge nella motivazione come “non è emersa a giudizio del collegio giudicante alcun concreto, univoco e rilevante elemento su collegamenti diretti o indirette di Luigi Riccelli e Daria Gigliotti con la criminalità organizzata di tipo mafioso tali da aver determinato un alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi”. Così come si legge ancora nel testo della motivazione che “non è emerso il condizionamento mafioso richiesto dall’art. 143 comma 11 del TUEL ai fini della dichiarazione di incandidabilità ne la sussistenza di elementi univoci concreti e rilevanti sintomatici di un ingerenza inquinante dell’amministrazione comunale da parte della criminalità organizzata”. Viva soddisfazione dell’ex assessore Daria Gigliotti, assistita dall’Avv. Frank Mario Santacroce che finalmente vede sacramentare un primo importante tassello che dovrà condurre anche il Tribunale Amministrativo del Lazio a restituire alla comunità di Sorbo San Basile la sua amministrazione comunale lecitamente risultata vincitrice alle elezioni comunale e che non è mai stata attinta da contaminazione delinquenziali di alcuna natura figuriamoci di tipo mafioso. La sentenza, spiega Daria Gigliotti, ha anche sacramentato non solo la sua estraneità al contesto mafioso ma anche che “mio padre Santo non è mai stato condannato per associazione mafiosa anche con sentenza del Tribunale di Catanzaro pronunciata dal GUP all’udienza del 16 aprile 2020 è stato assolto dal reato ex art. 416 bis c.p. ed in particolare di aver partecipato al sodalizio di matrice ndranghetista denominata Clan Arena”. Ora, la difesa si concentrerà sul ricorso amministrativo al TAR Lazio, la cui udienza è fissata per il prossimo 23 maggio 2018 con la speranza che anche in quella sede sarà fatta giustizia.



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