Sciolto comune Sorbo San Basile: Tar Lazio fissa con urgenza udienza di merito

Sorbo san Basile, Domenica 10 Dicembre 2017 - 09:36 di Redazione

Sviluppi interessanti sulla vicenda che aveva portato allo scioglimento per mafia del Comune di Sorbo San Basile avvenuto a seguito dell’accesso antimafia effettuato dalla Prefettura di Catanzaro su ordine del Ministero dell’Interno sulla base di elementi che avevano portato ad ipotizzare condizionamenti da parte della ‘ndrangheta. La vicenda infatti scaturiva a seguito dell’assassinio dell’imprenditore presilano Santo Gigliotti avvenuto il 18 luglio 2016 e dal presunto legame che questi aveva con la malavita organizzata  e per la presenza della propria figlia nell’esecutivo dell’Ente presilano e dunque ipotizzando condizionamenti nella gestione della macchina comunale. All’udienza del 7 dicembre scorso l’avvocato Frank Mario Santacroce, difensore di Daria Gigliotti, all’epoca dei fatti assessore del Comune di Sorbo San Basile, ha illustrato le ragioni poste a fondamento del ricorso ed il collegio giudicante, presieduto dal giudice Carmine Volpe ha accolto la richiesta di fissazione urgente dell’udienza di discussione per il prossimo 23 maggio 2018 evidenziando che nel “bilanciamento con l’interesse pubblico” si legge nell’ordinanza “le esigenze della parte ricorrente siano apprezzabili favorevolmente” e da qui la necessità di fissazione con urgenza l’udienza pubblica. La difesa ha sostenuto non solo l’assoluta estraneità alle vicende di criminalità organizzata che ha coinvolto l’hinterland presilano ma ha ribadito l’assoluta trasparenza della gestione amministrativa dell’Ente e dei suoi amministratori e della totale assenza di atti o impegni condizionati da parte della propria assistita o dei suoi familiari non rinvenendo negli atti alcun tentativo di favorire mai alcuno o ledere il buon andamento della pubblica amministrazione.   Al contempo il collegio giudicante ha ordinato l’acquisizione della sentenza di assoluzione dei fratelli Gigliotti nel processo “Ghibli” disposta dal Tribunale di Crotone dall’imputazione di associazione mafiosa ed altri documenti sollecitati dalla difesa a riprova dell’assoluta estraneità della Gigliotti e della sua famiglia dal contesto malavitoso nel quale la commissione di accesso ha paventato presunti legami. E’ evidente a questo punto che gli scenari sono molteplici e anche le indagini sull’omicidio del Gigliotti non hanno ancora manifestato pubblicamente sviluppi che possano consentire la prosecuzione di diverse strade.



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